Storia di un proscioglimento

  • Sono stato coinvolto in un’indagine della Guardia di Finanza di Padova in quanto nel 2001, tra le mie varie attività, ho ricoperto la carica di Presidente del CdA dell’Istituto Scolastico “Romano Bruni” di Padova.
  • Le accuse nei miei confronti, in quanto Presidente dell’Istituto Romano Bruni sono di aver concorso ad organizzare, utilizzando fondi dell’Unione Europea, dei corsi di formazione poi non realizzati e di aver “gonfiato” la rendicontazione delle spese sostenute per la somma di 8.606,92 euro più iva.
  • L’accusa della mancata realizzazione di tali corsi è caduta sin da principio, a seguito delle verifiche effettuate da parte delle autorità sul regolare svolgimento dei corsi di formazione. Il processo si è celebrato, in primo grado, solamente per delle presunte irregolarità di rendicontazione, per la somma di 8.606,92 euro più iva.
  • Il 9 Febbraio 2012 sono stati ridimensionati i teoremi dell’accusa. Per la Regione Veneto i corsi sono stati fatti regolarmente: i due funzionari chiamati a testimoniare hanno confermato che i corsi sono stati regolarmente svolti e che di persona hanno verificato l’esistenza di aule, attrezzature didattiche, docenti e, soprattutto, allievi.
  • Nel frattempo, la Regione Veneto, che aveva sempre svolto un ruolo di controllo sull’attività di realizzazione dei suddetti corsi, senza mai segnalare, come appena ricordato, alcun elemento di scorrettezza, decide, conformemente alle indicazioni normative di fonte comunitaria, di modificare la legge regionale, eliminando la Rendicontazione dei singoli costi sostenuti, certificando l’esigenza di introdurre parametri economici standard nell’erogazione di sovvenzioni a favore degli enti di formazione e di semplificare gli oneri amministrativi e burocratici a carico degli stessi enti.
  • Il dibattimento si è dipanato per oltre due anni e ha visto celebrate oltre quindici udienze d’istruzione dibattimentale.
  • Nell’udienza ove ha deposto l’ufficiale di P.G. della Guardia di Finanza che ha curato le indagini, a proposito dell’imputazione che specificamente mi ha riguardato, vale a dire l’effettuazione di una delega di docenza a favore dell’Istituto Romano Bruni di taluni moduli specialistici d’insegnamento, costui ha esplicitamente affermato che tale delega è risultata interamente regolare e nel rispetto delle prescrizioni impartite dalla Regione Veneto; conseguentemente valida è risultata l’autorizzazione regionale all’effettuazione della delega a soggetti terzi, da parte dell’Ente delegante DIEFFE. Il dibattimento ha quindi dimostrato sin dalle sue premesse l’assoluta regolarità dell’operazione, nel suo impianto amministrativo.
  • Nel prosieguo, per effetto dell’audizione dei testimoni e dei consulenti tecnici introdotti dalle difese degli imputati, è stato dimostrato non solo che i costi asseritamente rendicontati fittiziamente erano stati tutti, al centesimo di euro, effettivamente sostenuti dalla cooperativa DIEFFE, ma altresì l’assoluta regolarità contabile, sia della metodologia di rendicontazione dei costi indiretti di mantenimento della struttura, da parte dei protagonisti della vicenda processuale, sia, per quanto d’interesse della mia specifica posizione processuale, l’intero adempimento, da parte dell’Istituto Romano Bruni, delle attività per le quali a favore dell’ente era intervenuta la delega di docenza di alcuni moduli specialistici, debitamente autorizzata dalla Regione Veneto. In particolare, all’udienza del 18.04.2013 un teste, il Preside dell’Istituto Romano Bruni Luciano Gatti, dopo aver spiegato al Tribunale che tale scuola è dotata di uno specifico know-how nella materia e nella disciplina del turismo, ha poi descritto la propria attività, nello specifico dei rapporti con la DIEFFE e nell’evasione integrale della ricevuta delega di docenza, riferendo di aver operato una selezione per individuare i docenti maggiormente adeguati alla gestione dei moduli, su di un database di oltre quattrocento candidature, e di aver poi concretamente operato anche nella stesura dei contenuti di tali moduli, in fase di progettazione, con i vertici della DIEFFE. Il Gatti ha altresì riferito come io non fossi stato in alcun modo coinvolto nella realizzazione delle suddette attività, posto che egli, in qualità di Preside dell’Istituto, era protagonista e responsabile dell’ideazione e della gestione di tutte le attività riconnesse alla vita della scuola, mentre il vertice amministrativo dell’Istituto, da me temporaneamente ricoperto, era estraneo alle scelte di gestione didattica delle attività della Scuola stessa.
  • Nel corso del giudizio, proprio ad evitare qualsiasi fraintendimento circa il mio ruolo formale ricoperto nell’amministrazione dell’Istituto Romano Bruni, conscio della mia estraneità a qualsiasi contestazione, ed al contempo della difficoltà tecnica della materia della rendicontazione dei corsi ammessi al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, ho inteso, personalmente, spontaneamente e di mia iniziativa, rimettere l’intera somma che la Procura mi contestava come indebitamente percepita da parte dell’Istituto stesso, nelle mani della Regione Veneto che l’aveva erogata. La Regione Veneto ha quindi revocato la costituzione di parte civile nei miei confronti.
  • All’udienza del 03.02.2014 il mio difensore, il penalista Avv. Fabio Pinelli, ha esordito nella propria discussione finale richiamando la mia “assoluta evidenza d’innocenza”. Il difensore ha ricostruito, a partire dal bando dei corsi FSE 2000, l’assoluta regolarità dell’iter amministrativo che aveva portato la Regione ad autorizzare la delega di docenza a favore dell’Istituto Romano Bruni, oltreché l’integrale adempimento di tale delega da parte dell’Istituto stesso. Il penalista ha poi rammentato l’estraneità dell’organo amministrativo, da me presieduto, alla gestione delle attività di carattere didattico ed ha concluso la sua arringa difensiva rivendicando l’orgoglio professionale nell’essere onorato della mia difesa. Ha poi sottolineato il mio comportamento processuale, posto che, come poc’anzi accennato, ho comunque inteso restituire alla Regione Veneto l’intera somma contestata come indebitamente percepita dall’Istituto Romano Bruni, e ciò nonostante il processo avesse evidenziato l’assoluta correttezza del mio operato, e parimenti nonostante il reato contestatomi fosse già prescritto, e quindi nessuna condanna risarcitoria avrei comunque potuto subire. Comportamento, quest’ultimo, definito dall’Avv. Pinelli di grande correttezza, di grande onestà, di grande trasparenza.
  • All’udienza del 27.03.2014 il Tribunale ha pronunziato una sentenza di proscioglimento a mio favore, mettendo fine ad un’esperienza giudiziaria protrattasi per oltre otto anni.
  • Il 22.01.2015 tutte le condanne in primo grado di questa inchiesta sono state azzerate. Si tratta di un’assoluzione nel merito a pieno titolo “perché il fatto non sussiste”.
Ne hanno parlato

Il Sussidiario

“Noi di Dieffe, assolti dopo 9 anni”

Il Mattino di Padova

Fondi Europei, tutto regolare: assolti

Corriere del Veneto

Maxi truffa ai Magazzini Generali, gli imputati tutti assolti in appello

Il Sussidiario.net

Inchiesta Padova / La Regione Veneto smentisce l’accusa: corsi regolari

Il Mattino di Padova

Innocenti fino a processo concluso

Il Gazzettino

“Quelli non erano corsi fantasma, ma veri”

Il Sussidiario.net

Inchiesta Padova / Svolta nel processo: non ci sono stati corsi fantasma. Parola del PM